Blogger per lavoro con passione: il lavoro autonomo occasionale senza Partita Iva

Eccomi qui con un nuovo post della rubrica Blogger per Lavoro con Passione, l’argomento di oggi era in preparazione da qualche settimana ma non riuscivo a trovare il tempo per scrivere, ha bisogno di un po’ di approfondimento perché è un tema da capire bene: il lavoro autonomo occasionale, ovvero come cominciare a bloggare in modo professionale senza aprire la Partita Iva.

Il blogging è un lavoro bellissimo ma è anche complesso e all’inizio è un salto nel buio, aprire la Partita Iva quando ancora non si hanno introiti o sono troppo bassi è un mezzo suicidio, l’alternativa è sfruttare proprio l’opportunità del lavoro occasionale ma facendolo con tutti i crismi e quindi ecco che vi spiego come ho cominciato anch’io anni fa…

Prima di tutto bisogna ricordare che si chiama “occasionale” proprio perché non è ancora ai livelli di un vero professionista, questo sia per gli introiti, sia per tempi e modi e in particolare:

1. limite massimo degli introiti è 5060 euro lordi (importo aggiornato per l’anno 2015) nel corso dell’anno solare.

2. durata massima di 30 giorni lavorativi nel corso dell’anno solare con lo stesso committente.

  1. Se si eccedono questi limiti è necessaria la Partita Iva e l’iscrizione alla gestione separata INPS ma se state ancora sotto via libera.

Blogger per lavoro con passione: il lavoro autonomo occasionale senza Partita Iva

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Ma praticamente cosa bisogna fare per sfruttare la cosa ed essere in regola?

Quando un cliente vi chiede un post sponsorizzato o qualsiasi altro tipo di collaborazione vi basta avvertirlo che lavorate in modo occasionale con la “ritenuta d’acconto” e dopo aver fissato il prezzo dovete emettere una ricevuta che in gergo viene chiamata “notula” che somiglia ad una fattura ma è molto più semplice e non riporta l’Iva perché il lavoro autonomo occasionale ne è esente.

Se il committente è un’azienda (cioè è sostituto d’imposta con Partita Iva) sulla notula andrà indicata la ritenuta Irpef del 20% (quella che comunemente chiamiamo “ritenuta d’acconto”) e se l’importo supera i 77,47 bisogna aggiungere un bollo da 2,00 euro.

Se il committente è un privato senza PI la ritenuta d’acconto del 20% non va indicata e quindi il compenso netto e quello lordo saranno uguali.

Ecco un esempio della notula per un committente sostituto d’Imposta qui sotto, tanto per darvi un’idea.

Esempio di notula per ritenuta d'acconto

Adesso che avete capito come si fa una notula e quali sono i limiti da non superare ecco l’ultima informazione utile:  i redditi da lavoro occasionale devono essere dichiarati tra i redditi diversi sul modello 730 o sul Modello Unico.

I committenti, se sostituti d’imposta, a fine anno vi dovranno fornire la certificazione unica delle ritenute effettuate sul modello Cu (che voi dovrete portare al commercialista o al CAF che vi fa la dichiarazione dei redditi) e dovranno dichiarare i compensi e le ritenute sul modello 770.

In questo modo il vostro lavoro è completamente in regola, il mio consiglio è di usare questo sistema per il primo anno per ingranare e imparare il lavoro al meglio, poi se il vostro intento è di diventare professionisti la scelta giusta è l’apertura della Partita Iva e di una posizione INPS per avere anche i contributi per una futura pensione e cominciare a fare sul serio 😉

Per qualsiasi domanda vi aspetto nei commenti.

Copyright © Alessia Gribaudi Tramontana

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Sono la felice proprietaria di alcuni blog, troppe passioni e di una famiglia di “tipi da spiaggia”!

8 Commenti ♥

  • Ottobre 17, 2015

    Michela Labellatartaruga

    Grazie mille! Leggo sempre la tua rubrica perché spieghi davvero in modo semplice e chiaro! Grazie ancora!

  • Ottobre 20, 2015

    Alessia

    Ma grazie a te Michela 🙂

  • Settembre 4, 2016

    silvia Baldoni

    Ciao. Sinceramente ho le idee confuse parecchio….su ciò che divrei fare.. leggo rileggo… e nn perché nn siano spiegate bene…ma proprio mn ci arrivo!!!!!

  • Settembre 4, 2016

    Alessia

    Ciao Silvia, cosa non ti torna?
    Se mi dici quali punti ti sono oscuri cerco di spiegarteli diversamente 🙂

  • Ottobre 29, 2016

    isabella lesa

    Ciao Alessia! Sono mesi che sto progettando l’apertura di un blog…non riuscivo a capire se era possibile,all’inizio , evitare di aprire la partita iva. .. e finalmente mi imbatto in questo articolo!! 🙂
    Sei stata molto chiara.. io penso comunque che per il primo periodo, finché non c’è un buon seguito, sia meglio non cercare di monetizzare il blog.. o mi sbaglio?

  • Ottobre 29, 2016

    Alessia

    Ciao Isabella, sono lieta di esserti stata d’aiuto 🙂
    Hai perfettamente ragione, i primi tempi meglio dedicarsi a far crescere e migliorare il blog e prendere eventuali collaborazioni solo se arrivano da sole, ci sarà tempo poi, dopo aver capito alcuni meccanismi e dopo aver fatto crescere il numero e la qualità dei post, di cominciare a pensare di monetizzare attivamente.

  • Dicembre 20, 2016

    Giorgia

    Ciao Alessia,
    Complimenti per blog è da un po’ che ti seguo ( anche se ultimamente molto poco) veramente mi soffermavo soprattutto sui lavoretti per bambini e li adoro..
    Poi come te lavoro ai ferri,all’uncinetto e ho fatto un corso anche di taglio e cucito.
    Io da un po’ che ho aperto il mio blog è mi piacerebbe davvero qualche dritta per farlo diventare un lavoro ( anche perché in questo momento due soldini in più mi farebbero comodo)..
    grazie mille
    Buona serata
    E auguri di buone feste

  • Dicembre 22, 2016

    Alessia

    Ciao Giorgia 🙂
    la prima cosa da fare se vuoi che il blog diventi un lavoro è scrivere (e nel nostro caso anche creare) con costanza, in seconda battuta tieni sempre d’occhio la rubrica #bloggerperlavoroconpassione (qui=> https://school-of-scrap.com/tag/bloggerperlavoroconpassione/) e se hai domande specifiche scrivimele pure nei commenti o sulla pagina facebook così prendo spunto per nuovi articoli.

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